La Traviata in flash mob

C’è un’irresistibile malìa nella documentazione filmata di questo sorprendente flash mob realizzato nel 2013 a Buenos Aires in un anonimo centro congressi. L’idea è semplice e geniale a un tempo: portare l’opera verdiana tra le normali faccende quotidiane, fare irrompere l’opera nella nostra vita trasformando le più prosaiche architetture, dentro le quali si consuma la nostra esistenza, in un palcoscenico tanto apparentemente angusto quanto capace di contenere invece ogni nostra emozione.

Il flash mob si materializza quando quello che appare come un addetto alla struttura, con regolare cartellino di riconoscimento al collo, intona, novello Alfredo, le ben conosciute prime note del brindisi verdiano, suscitando, in un primo momento, solo una contegnosa curiosità. Ben presto però si uniscono a lui Violetta, un direttore con una piccola ma completa orchestra e addirittura anche i coristi, tutti sempre mimetizzati con il pubblico, sempre più incredulo e sempre più avvinto.

Splendide le inquadrature dei volti dei partecipanti: sia quelle dei volti dei cantanti che, senza trucco, senza abiti di scena, mostrano però tutto il piacere di poter dar vita reale a personaggi che troppo spesso restano confinati in un’aura di sacrale rispetto inaccessibile ai non “acculturati”, ma ancora più bella è la carrellata dei volti del “pubblico”, in cui si legge lo stupore, la meraviglia, la sorpresa, la curiosità, la voglia di partecipazione, la gioia della condivisione, la voglia di accogliere una proposta inaspettata, il rispetto per il lavoro altrui. Una perfetta fusione di vita e palcoscenico, una magnifica dimostrazione di quanto possa essere nobile e alto lo stare assieme.

Fonte: Youtube canale: TEDxRiodelaPlata

2 pensieri su “La Traviata in flash mob

  1. Mirella

    La visione del video del flash mob ha suscitato in me tutte le emozioni che ben hai descritto. Mi piacerebbe molto assistere a incursioni di lirica nei “non luoghi” dei centri commerciali. Me la avvicinerebbe e la spoglierebbe della pomposità dei teatri . Certo per ora sognamo, tempi liberi dal covid, dove tutto ciò sarebbe possibile.

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